Romanzo o racconto?

26 07 2010

GetAttachment.aspx_1.jpgUltimamente sul web e non solo dilaga il dibattito letterario sulla scelta della miglior forma di scrittura vigente al momento. In realtà benché non si tratti solo di estetica, il marketing fa da padrone. I racconti non vendono, non vendono così come i romanzi in Italia.
Fa male dirlo e leggere una cosa del genere, ma se girate nel web troverete solo queste dichiarazioni. Molto spesso le case editrici vogliono romanzi di vario tipo (fantasy, horror, poliziesco..) e ignorano completamente il racconto. Ma le ragioni non sono solo puramente commerciali, la storia dell’editoria italiana fin dal lontano 1400 ci insegna come spesso il gusto del pubblico fosse preminente sulle volontà dell’autore, e di come l’editore si piegasse a questo manipolando i testi, tagliando e riscrivendo.
Oggi avviene la stessa cosa ad un livello di genere: il racconto viene decapitato dal pubblico stesso e l’economia si adatta. Perché? “Perché i racconti sono più facili da scrivereâ€.
Il romanzo è una particolare forma che richiede tempo, molto tempo ma c’è chi ha giustamente detto “il racconto è la palestra del romanzoâ€. Il romanzo procura meno fastidi al lettore, gli consente di addentrarsi lungo una storia intrecciata con altre storie, con innumerevoli personaggi, descrizioni. Insomma il tipico lettore di romanzi ha bisogno di pagine, montagne di pagine per esperire la sua passione, o il suo hobby estivo nella calura della spiaggia.
Il romanzo è quindi considerato una forma alta di scrittura, dove vengono riportati concetti elevati, scritti anche in maniera diversa rispetto al racconto che in poche pagine deve fare la differenza. La forma linguistica del romanzo è meno accessibile (benché questa sia una generalizzazione) del racconto, deve fare affidamento su un linguaggio d’arte perché possa essere degno di chiamarsi romanzo (ovviamente non parliamo delle cacofonie di F.Volo). Ma scrivere un racconto è tutt’altro che facile. I romanzieri ne sanno qualcosa, dal più irriverente Bukowski, al magico Marquez, all’introspettivo Poe. La forma breve è apparentemente più facile da comporre, banalmente ciò che dura poco viene bollato come ‘facile’. Non esiste nulla di facile nella vita che conta, il racconto ne esprime il significato in poche pagine, cerca con un grande sforzo di racchiudere concetti e personaggi nel battito d’ali di una farfalla. Pensate ad un racconto come una storia che vi racconta un caro amico, magari al bar o in un giardino. La storia sono quelle parole, quei personaggi, le loro azioni e ciò che non fanno o che dovrebbero fare. Sono momenti di riflessione che nascono nell’arco di pochi minuti, e sta proprio qui il salto di qualità rispetto al romanzo. Il racconto è una gabbia con cui l’autore si confronta, il racconto è una sfida. Leggete le raccolte di racconti di Marquez rispetto ad alcuni romanzi, sono impagabili “Occhi di cane azzurro” oppure “La triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata”.
Il racconto breve lascia insoddisfatti perché, anche se bellissimo (anzi a maggior ragione), il lettore si affeziona all’atmosfera e ai personaggi e proprio sul più bello deve abbandonarli. Il racconto è la storia di un amore finito, il romanzo ti da la speranza di crederci, raccontando ogni dettaglio e la sua forza nel complesso è più forte e altrettanto degna. Perché il romanzo è un mosaico di racconti, se vogliamo vederla così.
Dunque più che disamorato della forma breve, io direi che il pubblico è in generale disabituato ad affrontarla. I romanzi sono sempre più realtà che forniscono al lettore tutto il necessario (se non più del necessario) per immergersi completamente nella realtà narrata dall’autore; il racconto chiede al lettore di contribuire molto di più, fornisce indizi anziché prove, suggerimenti anziché spiegazioni.
Il racconto nella sua forma ‘incompleta’, breve, altamente concettuale e riflessiva, non fornisce dei punti d’appoggio stabili, dei porti sicuri nei quali ripararsi. La sua brevità è la sua stessa forza e ragione d’esistere, la fuga da quel fiume di parole che è il romanzo.

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Un commento to “Romanzo o racconto?”

5 08 2010
Carlino (20:36:38) :

Racconto!!!

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