Muoversi sulla rete tra gli infiniti megabyte di canzoni e album può essere, a lungo termine, una pratica confusionaria e dispersiva, quasi alienante.
Così, dopo almeno 3 anni di musica su mp3, mi sono ritrovato a osservare il passato, avendo tra le mani un vero compact disc audio (maggiori informazioni su http://it.wikipedia.org/wiki/CD_Audio)! E chi se li ricordava più? Un bel salto nel passato, rafforzato anche dal contenuto del disco in questione. Da una parte i decennali Bone Machine con il loro rock’n'roll sfrontato (’50,’60,’70,’80) e dall’altra i più giovani Blood ‘77, con il loro punk-rock profondamente influenzato -buon nome non mente- dal movimento del ‘77. Entrambi i gruppi provengono dalla provincia di Latina e, nel loro genere, sono sicuramente tra i migliori della penisola.
I Bone Machine (5 dischi all’attivo tra cui altri 2 split e diverse partecipazioni in compilations) fondono il vecchio rock’n'roll dell’antica scuola elvisiana con del sano rock, surf, rockabilly, ottenendo un mix frizzantissimo che difficilmente tiene immobile l’ascoltatore: se proprio non può alzarsi, saranno le dita, la testa, le orecchie o addirittura la punta del naso ad oscillare senza possibilità alcuna di stop. Questa musica ti scuote, ti sconquassa, ti… shakera!
Tuttavia, parlare dell’aspetto musicale dei Bone Machine, senza citare minimamente le liriche dei tre sarebbe come mangiare un panino senza il pane. È impossibile, infatti, non rimanere colpiti da versi come “Ascolta prima di parlare e il whisky manda giù / Io non conosco la dolcezza e non ho virtù / Ma io bellezza so il motivo per cui tu sei qui / Io sono il barman del demonio, è lui che offre il drink…†(da “Il bar del mortoâ€), oppure “Zio Quinto “Malagrazia†è sepolto ed è dannato / Tirò le cuoia al bar dei santi bestemmiando San Donato / Ora strapazza le 6 corde da mezzanotte in poi / Quelle maledette mani non si fermano mai.†(da “Zombie Shakeâ€).
Il tema della morte e, più in particolare, dei morti viventi viene spesso trattato, in maniera irriverente e decisamente divertente, dai Bone Machine.
Inoltre, sempre con il loro spirito da satanassi, si immedesimano in un giovane Celentano con un bel rifacimento, accelerato per bene, de “Il ribelleâ€. Chissà cosa ne penserebbe Adriano!
In sostanza, il trio di Aprilia fa la sua bella porca figura: promossi!
Ed ecco, ora, quei vintage dei Blood ‘77, che prima di questo split avevano prodotto solo il disco “Romantic Hotel†(grande esempio di punk rock ‘77), ai quali spetta la chiusura del disco.
Da “Romantic Hotel†poco è cambiato, sostanzialmente. Le influenze sono sempre le stesse, principalmente il punk rock seventies americano dei Dead Boys, Johnny Thunders (entrambi omaggiati proprio in “Romantic Hotelâ€), New York Dools, Germs, Ramones, Vice Squad, G.G. Allin, del quale lo split presenta la cover di una delle sue canzoni più note (“Bite it you scumâ€) e, ovviamente, tanti altri.
I testi dei Blood sono tutti in inglese, ma per questo non passano inosservati. Anzi..
“(We are) Vintage†è la canzone con la quale si presentano: “Vintage, we are vintage / playin’ rock’n'roll, kickin’ in your hole / Vintage, we are vintage / Always rise and fall, still losing control†(Vintage, siamo vintage / suonando rock’n'roll, sfondandoti il buco a calci / Vintage, siamo vintage / alzandoci e cadendo sempre, ancora perdendo il controllo) che molto probabilmente potrebbe proporsi, senza problemi, come anthem della banda, andando ad accostarsi alla “Blood ‘77†di Romantic Hotel.
Tra le cinque canzoni, tuttavia, merita un grande occhio di riguardo “Loyalty Streetâ€, a metà strada tra ballata e canzone punk rock, che quasi quasi mi ricorda, ovviamente non musicalmente, l’eccezionale “Via della Povertà †del mai dimenticato Fabrizio de Andrè.
G.G. Allin, son sicuro, andrebbe fiero dei Blood ‘77, che apprezzerebbe a partire, senza dubbio, dal nome. I ragazzi, capitanati dall’encomiabile Simone Lucciola, creatore e curatore di una delle webzine punk più importanti in Italia (www.lamette.it), sanno quel che fanno e sanno anche di saperlo fare bene. Consigliatissimo anche il loro album, se ancora si dovessero trovare delle copie in giro.
In tutto sono dieci canzoni, cinque per gruppo, per un disco che merita già solo dal libretto, disegnato interamente da Sbrò: illustrazioni altamente anticlericali, politicamente scorrette, ma è così che deve essere. Ultimamente pare che se ne abbia abbastanza del politicamente corretto che contraddistingue i tempi attuali.
Una frase che possa ben rappresentare il disco? Beh, senza dubbio, la frase sul retro copertina, pronunciata da uno zombie-sacerdote: “Bevono il santo sangue come fosse gazzosa!â€.
E allora, che aspettate? Andate, convertitevi e spargete la Santa Parola!
Links:
http://www.myspace.com/blood77
http://www.myspace.com/bonemachineband Â











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