Niente di vile c’è nel semplice soldo per la poesia. Rumori, colori, associazioni plastiche possono trasformare semplici monetine in piccole danzatrici dell’aria, capaci di disegnare piroette e straordinarie traiettorie. Luigi Musa è l’autore del testo che segue. Una poesia senza titolo realizzata per una rappresentazione plastica al Palazzo Massari di Ferrara (ottobre-dicembre 1984). Dello stesso autore è l’immagine dell’opera che accompagna la poesia.
Le mani nella tasca dei pantaloni
toccano le monetine
e le muovono
e… tintinnano
e poi… a gara coi compagni
una ad una le lanciano…
Inizia la corsa
che lascia per terra segnato
un percorso…
poi, piano, rallentano
e sbandano
e girano
e… stanche si fermano
si adagiano contro il muro.
Poi, riprese in palma di mano
di nuovo, tintinnano
e quindi…
lanciate nell’aria si aprono a fiore
per un attimo volano
si toccano
e brillano di tanti colori
si confondono
e crescono … e diventano grandi
sempre più grandi
come palle di vetro
ruote, sezioni di mondo
palloni colorati
in corsa nel cielo
nel sole … poi
scoppiano
e cadono
di nuovo per terra
di testa e di croce.












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