La

14 03 2008

UnionEuropea.jpgCon “L’Inno alla Gioia” di Beethoven come sottofondo, l’analisi dell’opinione pubblica italiana sulla Comunità Europea viene indubbiamente più facile.
Per quanto possa sembrare un luogo comune, l’Unione Europea offre davvero tante opportunità, soprattutto ai giovani. Probabilmente anche perché sono i giovani, in primis, a doversi impegnare a rendere questa unione di stati, tanto diversi e tanto uguali tra loro, molto più forte.
Purtroppo le tante opportunità sono conosciute solamente da poche persone. A parte la comodità di poter viaggiare all’interno della Comunità senza la necessità del passaporto o senza dover cambiare moneta ogni volta che si va all’estero, pochi sono a conoscenza, ad esempio, di un programma, chiamato “Youth in Action” che permette a ragazzi dai 15 ai 28 anni (in alcuni casi anche dai 13 ai 30), di avere delle esperienze indimenticabili, quali scambi internazionali, esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva. Ogni progetto, tra l’altro, è accessibile a tutti, in quanto finanziato completamente o in grande parte, proprio dalla Commissione Europea.
Se tale programma fosse a conoscenza di tutti, l’opinione generale sull’UE, almeno da parte dei giovani italiani, sarebbe sicuramente molto più positiva di quanto non lo sia ora.
Non sono pochi, infatti, gli italiani che vivono la cittadinanza europea con totale indifferenza. Allo stesso tempo, solo pochissimi hanno una concezione di cittadinanza attiva, sia che questa riguardi lo Stato Italiano, sia che riguardi la ComunitĂ  Europea.

Ho provato a promuovere un sondaggio su diversi siti web, ai fini di valutare quanto realmente gli italiani si sentano cittadini europei. Purtroppo i risultati sono stati del tutto deludenti, giĂ  a partire dal basso livello di partecipazione. Per questo motivo, ho deciso di basarmi soprattutto sulle mie esperienze e sui dati che sono riuscito comunque ad avere da tante discussioni avute personalmente o solamente sentite in diversi luoghi pubblici (ad esempio su autobus, nei negozi o bar, sulle strade o piazze …).

Ritengo che l’italiano medio abbia avuto raramente qualche occasione di sentirsi europeo. Il lavoro che viene svolto per l’affermazione dell’Europa come grande entità, per quanto già lodevole, non è ancora abbastanza. Questa, tra l’altro, è, molto spesso, anche l’opinione di una grande parte di quei cittadini italiani che non hanno alcun problema a sentirsi anche europei.
Insomma, la strada è quella giusta, però varrebbe la pena percorrerla con più decisione. Si deve cercare di sconfiggere i luoghi comuni, la disinformazione e la confusione di tantissime persone che poco sanno e tanto confondono.

Ritengo importante citare l’utilizzo della moneta unica europea. Con la sua entrata in vigore, in Italia vi è stato un brusco innalzamento dei prezzi, dovuti a un eccessivo arrotondamento per eccesso. Nonostante siano tante le persone che riconoscono l’innocenza dell’euro, vi è comunque una grande fetta della popolazione –soprattutto quella più anziana-, che, rimpiangendo le lire, continua a guardare con disprezzo questa moneta, accusandola di essere portatrice di mille e più problemi.
I lati positivi dell’avere una unica e potente moneta in 15 diversi Stati appartenenti all’area UE, in questo caso, passano del tutto in secondo piano, con l’idea di Europa che ne risente notevolmente.

Va anche sottolineato che, paragonata agli altri Stati Europei, l’Italia è una delle peggiori nella conoscenza della lingua inglese, oggi sempre più utilizzata e ritenuta la lingua internazionale per eccellenza. Conoscere l’inglese è uno dei passi più importanti per interagire con persone di tutta Europa, e, allo stesso tempo, di tutto il mondo. Purtroppo però, molti italiani non capiscono assolutamente l’importanza di questa lingua, preferendo rimanere nel proprio “piccolo cortile italiano”. Non di rado mi è capitato di sentire frasi come “se vengono in Italia non possono pretendere di parlare inglese: studino l’italiano”, dirette soprattutto ai turisti stranieri, “colpevoli”, a volte, di chiedere qualche informazione non in italiano.

Credo che una maggiore informazione su cosa sia e cosa si proponga di fare l’Unione Europea sia doverosa. Senza una reale e forte informazione, l’italiano medio, che apprende maggiormente da televisione e giornali, non si sentirà mai realmente sensibile ai valori comunitari, rimanendo allo stesso tempo all’oscuro dal significato stesso dell’UE.
I mass media italiani dovrebbero impegnarsi maggiormente nel rendere chiaro quanto realmente sia importante far parte della Comunità Europea, per l’Italia e per qualsiasi cittadino preso singolarmente.
Si dovrebbe far capire l’importanza del confronto interculturale tra persone. Rendendo di “dominio pubblico” questo concetto, tutto il resto viene da sé: lingua, moneta, possibilità di movimento.

Personalmente ho partecipato a diverse attività e progetti organizzati dalla Comunità Europea. Già dopo il mio primo scambio internazionale, ho scoperto la meraviglia di una grande comunità in espansione: una Comunità che è costituita da persone, prima ancora che da nazioni. Persone molto spesso con bagaglio culturale completamente diverso, ma allo stesso tempo con tantissimi interessi e passioni comuni. E’ proprio questo il bello dell’Europa: riesce a conservare le differenze e le tradizioni di ognuno, ma allo stesso tempo le barriere del passato vengono sostituite da ponti, attraversabili da tutti.
Rispetto a qualche anno fa, ora mi viene del tutto spontaneo definirmi un “cittadino europeo” a tutti gli effetti.
L’Europa ha tanto da offrire, e tanto ancora può e deve dare. Credo che ancora ci si trovi all’inizio di un grande e importante cammino nella storia del mondo.
Il segreto consiste nell’incamminarsi alla scoperta di tutte le possibilità che questa grande Comunità offre. Prenderle, farle nostre per poi raccontare e farle conoscere a più persone possibili.
Per poi ricominciare di nuovo: ricercando, studiando o partecipando anche attivamente alla stabilizzazione di questa grande famiglia.

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Un commento to “La”

17 03 2008
=) (13:50:06) :

effettivamente l’UE non è molto considerata da noi giovani. io stesso non mi sento cittadino eurepeo, ma forse è proprio perchè non ci sono grandi motivi per esserlo. e poi l’europa ormai è scaduta. si guarda molto piu in la…america, asia, sono gli stati piu gettonati con le loro “attrazioni”: un economia da far girar la testa, e tante vere e proprie attrazioni per i giovani.

per quanto riguarda i viaggi nell’europa per noi giovani, non sapevo niente di guesto programma “Youth in Action”. però potrebbe essere interessante, ed è anche un alternativa a intercultura, che ormai nella mia (e anche nostra) scuola, è un programma andato come si suol dire a puttane. ma forse sto dilagando…

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