Nel maggio del 1900, Gaetano Bresci, propagandista anarchico emigrato negli Stati Uniti, salpava dalle coste del New Jersey alla volta dell’Italia per uccidere il Re Umberto I. Sbarcato a Le Havre, dopo aver faticosamente attraversato la Francia, arrivò in Italia, e appresa la notizia del passaggio del re a Monza, si adoperò per portare a termine il proprio piano. Era il 29 luglio del 1900. Immediatamente arrestato, l’attentatore non oppose resistenza. Al processo, dichiarò di non aver ucciso un uomo, bensì un principio.
Tramite quel principio Bresci intendeva vendicare la dura repressione dei Moti milanesi del 1898, quando il Generale dell’Esercito del Re Fiorenzo Bava Beccaris aveva aperto il fuoco sulla folla in rivolta che protestava per l’aumento del costo del pane. L’episodio, noto anche come “la rivolta dello stomacoâ€, vedrà la morte di centinaia di cittadini di contro a due soldati uccisi (così riportarono alcune cronache dell’epoca), e varrà al Bava Beccaris prima l’onorificenza di Grand’Ufficiale Militare, e l’anno seguente un seggio in senato. Processato e giudicato colpevole di omicidio, Bresci verrà trovato morto un anno dopo nella sua cella, in circostanze non troppo chiare. Leggi tutto »
In un saggio dal titolo “A che serve la critica?â€, Baudelaire afferma che la vera critica “deve essere parziale, appassionata, politica, cioè condotta da un punto di vista esclusivo, ma tale da aprire il più ampio degli orizzontiâ€.
In questo senso due film come Io sono l’amore e Mother and Child offrono a mio avviso un valido strumento di paragone fra due mondi, non solo cinematografici.
Il primo, di Luca Guadagnino (suo il soggetto e la regia e chissà se anche la passione culinaria di cui è pervaso dall’inizio alla fine) è ricco di ingredienti come soldi, potere, omosessualità , adulterio, e ovviamente amore. Al centro una famiglia dell’alta borghesia milanese, in seno alla quale si consumano drammi dagli esiti terribili, il cui apice viene messo in risalto anche grazie a una colonna sonora molto sostanziosa e imponente – un melodramma in piena regola.
Mother and Child, in Mi minore dall’inizio alla fine, racconta di madri che non sono riuscite a vivere la propria maternità e di donne a cui è stata negata. Anche questo è un drammone ricco di temi attualissimi quali maternità e adozione, conflitti madri-figlie, difficoltà di comunicare e relazionarsi, fraintendimenti, rimpianti… Leggi tutto »
Te ne accorgi, quando lentamente ti passa accanto e ti consuma, ti leviga gli ultimi scorci di sorriso che hai preparato per le visite della domenica, e poi ti lascia recluso in attimi di silenzio. Il tempo.
In quei corridoi bianchi come seta, pace di uomini e donne alla ricerca di speranza, passa la loro vita e il destino a volte bussa e se li porta via. Non chiede se abbiano passato un tempo felice o meno, lui arriva, bussa e se li porta via, quei corpi freddi. Il destino è così, ti prende senza criterio e ti guarda in faccia mentre ti avvolge nel nulla, non gli importa quanto hai sofferto o quanto vuoi tenere duro, quando arriva il momento non sei mai pronto. Non ci sono porte, carezze, frasi consolatorie che possano arginare quel treno in corsa attraverso il mondo. A volte rimane del tempo solo per desiderare, ed è l’unica salvezza. Ti concentri in un angolo del letto, ti prendi la testa fra le mani, cerchi armonia, dimentichi e inizi a desiderare, inizi a salvarti. Leggi tutto »
“Pleasure Paranoids and Parties” è il debutto dei Legless, giovane formazione bolognese dedita ad un punk rock fresco e veloce, molto aperto verso varie contaminazioni, dall’indie di stampo britannico al nuovo hardcore melodico made in Usa, senza rinunciare a qualche spruzzata di elettronica. Dieci pezzi suonati con perizia, senza virtuosismi, ma con grande attenzione ai dettagli e alla buona produzione. Leggi tutto »
Il calcio potrà anche non piacere, ma quello che è accaduto alla nazionale italiana in Sud Africa è un fatto non solo sorprendente (almeno per quelli che non avrebbero mai immaginato una eliminazione così rapida e “brutaleâ€), ma anche istruttivo. Tante volte abbiamo letto, detto e ripetuto che il nostro è un Paese per vecchi. Un Paese dove certi vecchi (i vegliardi che detengono il potere con l’avidità di un Mr. Scroodge) fanno ripetutamente lo sgambetto a chi è più giovane, dove s’ipoteca il futuro delle nuove generazioni e dove, solo con l’ipocrisia delle parole, si continua a perorare la causa delle nuove generazioni. Leggi tutto »
Qualche giorno fa ho letto una lettera, pubblicata da Repubblica, di una terremotata dell’Abruzzo, che chiedeva, al posto delle stoviglie e dello champagne posti a dotazione delle nuove abitazioni costruite a tempo di record dal governo, dei libri, possibilmente a formare delle piccole biblioteche per L’Aquila e i piccoli comuni limitroï¬ colpiti dal sisma. Mi sono interrogata sull’importanza che può rivestire un oggetto simile; ormai non è più come nel lontano passato, in cui i libri erano preziosi veicoli di conoscenza posseduti gelosamente da pochi. Questa minoranza ne comprese la forza e la capacita’ di cambiare il mondo. Nel tempo il libro è diventato oggetto d’uso comune, e, come ogni cosa abitudinaria, non ci si è più domandati sul suo scopo.
La principale peculiarità di esso è evidentemente la proprietà di trasferire la cultura, intesa nel senso più lato possibile, dunque ricoprendo tutti i campi, da quello scientiï¬co, che migliora la qualità della vita in termini “quantitativi” - perdonate l’ossimoro - a quello umanistico, più una cura per l’anima ma di straordinario impatto nella forma mentis dell’individuo, e, di conseguenza, nella rotta che la società via via segue. Leggi tutto »
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