Dagli Appalachi alle Alpi.

29 07 2010

gaetano_bresci.jpgNel maggio del 1900, Gaetano Bresci, propagandista anarchico emigrato negli Stati Uniti, salpava dalle coste del New Jersey alla volta dell’Italia per uccidere il Re Umberto I. Sbarcato a Le Havre, dopo aver faticosamente attraversato la Francia, arrivò in Italia, e appresa la notizia del passaggio del re a Monza, si adoperò per portare a termine il proprio piano. Era il 29 luglio del 1900. Immediatamente arrestato, l’attentatore non oppose resistenza. Al processo, dichiarò di non aver ucciso un uomo, bensì un principio.
Tramite quel principio Bresci intendeva vendicare la dura repressione dei Moti milanesi del 1898, quando il Generale dell’Esercito del Re Fiorenzo Bava Beccaris aveva aperto il fuoco sulla folla in rivolta che protestava per l’aumento del costo del pane. L’episodio, noto anche come “la rivolta dello stomacoâ€, vedrà la morte di centinaia di cittadini di contro a due soldati uccisi (così riportarono alcune cronache dell’epoca), e varrà al Bava Beccaris prima l’onorificenza di Grand’Ufficiale Militare, e l’anno seguente un seggio in senato. Processato e giudicato colpevole di omicidio, Bresci verrà trovato morto un anno dopo nella sua cella, in circostanze non troppo chiare. Leggi tutto »

«Sonia Pendola»

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Romanzo o racconto?

26 07 2010

GetAttachment.aspx_1.jpgUltimamente sul web e non solo dilaga il dibattito letterario sulla scelta della miglior forma di scrittura vigente al momento. In realtà benché non si tratti solo di estetica, il marketing fa da padrone. I racconti non vendono, non vendono così come i romanzi in Italia.
Fa male dirlo e leggere una cosa del genere, ma se girate nel web troverete solo queste dichiarazioni. Molto spesso le case editrici vogliono romanzi di vario tipo (fantasy, horror, poliziesco..) e ignorano completamente il racconto. Ma le ragioni non sono solo puramente commerciali, la storia dell’editoria italiana fin dal lontano 1400 ci insegna come spesso il gusto del pubblico fosse preminente sulle volontà dell’autore, e di come l’editore si piegasse a questo manipolando i testi, tagliando e riscrivendo.
Oggi avviene la stessa cosa ad un livello di genere: il racconto viene decapitato dal pubblico stesso e l’economia si adatta. Perché? “Perché i racconti sono più facili da scrivereâ€. Leggi tutto »

«Fabio Nieddu»

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A che serve la critica?

24 07 2010

io_sono_l__amore.jpgmother_and_child_movie_poster.jpgIn un saggio dal titolo “A che serve la critica?â€, Baudelaire afferma che la vera critica “deve essere parziale, appassionata, politica, cioè condotta da un punto di vista esclusivo, ma tale da aprire il più ampio degli orizzontiâ€.
In questo senso due film come Io sono l’amore e Mother and Child offrono a mio avviso un valido strumento di paragone fra due mondi, non solo cinematografici.
Il primo, di Luca Guadagnino (suo il soggetto e la regia e chissà se anche la passione culinaria di cui è pervaso dall’inizio alla fine) è ricco di ingredienti come soldi, potere, omosessualità, adulterio, e ovviamente amore. Al centro una famiglia dell’alta borghesia milanese, in seno alla quale si consumano drammi dagli esiti terribili, il cui apice viene messo in risalto anche grazie a una colonna sonora molto sostanziosa e imponente – un melodramma in piena regola.
Mother and Child, in Mi minore dall’inizio alla fine, racconta di madri che non sono riuscite a vivere la propria maternità e di donne a cui è stata negata. Anche questo è un drammone ricco di temi attualissimi quali maternità e adozione, conflitti madri-figlie, difficoltà di comunicare e relazionarsi, fraintendimenti, rimpianti… Leggi tutto »

«Sonia Pendola»

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L’appello costante del Nazionalismo di Fredy Perlman

21 07 2010

perlmannatinalismcohen.jpgPerché il richiamo al nazionalismo, in qualsiasi periodo storico, è sempre stato efficace? Cosa spinge diverse comunità a sentirsi parte di una stessa identità geografica? Per quale ragione l’appello patriottico esercita un indubitabile fascino? Fredy Perlman prova a dare risposta a tali quesiti nel suo The Continuing Appeal of Nazionalism, saggio di critica politica apparso nel 1985 su Fifth Estate, storica rivista anarchica vicina a posizioni primitiviste. Perlman recupera e approfondisce la tradizionale critica anarchica all’apparato statale, sondando le ragioni del nazionalismo, spesso considerato come un fattore “naturale†e inevitabile della condizione umana, e arricchisce il discorso con idee situazioniste (fu infatti uno dei primi traduttori in lingua inglese de La società dello Spettacolo di Guy Debord), ed elementi teoretici del sociologo C.Whright Mills, studioso acuto delle logiche del potere (tant’è che il suo Le elite al potere è a tutt’oggi considerato uno degli strumenti più validi per interpretare i meccanismi di potere in cui operano le oligarchie economico-politiche) Confutando quindi la tesi di una “naturalità†dello Stato, Perlman mette a nudo l’artificialità di ogni comunità nazionale, gabbia dentro la quale vengono forzosamente rinchiusi esseri umani divisi e separati, ripercorrendo così i passi della più florida critica anarchista allo Stato e le sue propaggini, già definito da Bakunin, in La Libertà degli uguali: “la più flagrante, la più cinica, la più completa negazione dell’umanità. Leggi tutto »

«Valerio D'Angelo»

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Il tempo di vivere

18 07 2010

Persistenza_1.jpgTe ne accorgi, quando lentamente ti passa accanto e ti consuma, ti leviga gli ultimi scorci di sorriso che hai preparato per le visite della domenica, e poi ti lascia recluso in attimi di silenzio. Il tempo.
In quei corridoi bianchi come seta, pace di uomini e donne alla ricerca di speranza, passa la loro vita e il destino a volte bussa e se li porta via. Non chiede se abbiano passato un tempo felice o meno, lui arriva, bussa e se li porta via, quei corpi freddi. Il destino è così, ti prende senza criterio e ti guarda in faccia mentre ti avvolge nel nulla, non gli importa quanto hai sofferto o quanto vuoi tenere duro, quando arriva il momento non sei mai pronto. Non ci sono porte, carezze, frasi consolatorie che possano arginare quel treno in corsa attraverso il mondo. A volte rimane del tempo solo per desiderare, ed è l’unica salvezza. Ti concentri in un angolo del letto, ti prendi la testa fra le mani, cerchi armonia, dimentichi e inizi a desiderare, inizi a salvarti. Leggi tutto »

«Fabio Nieddu»

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The Legless dal vivo

13 07 2010

I Legless suoneranno dal vivo in queste due occasioni.

18 Jul 2010 20:00
boombap live sessions 2010 w/ A FLOWER KOLLAPSED + GAZEBO PENGUINS + LEGLESS+CERVO SAN LAZZARO DI SAVENA, BO, ITALY
20 Aug 2010 21:00
Taverna Bukowski Marina d Ravenna, (RA), ITALY

Stay tuned on http://www.myspace.com/legless

«Redazione»

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The Legless: Pleasure Paranoids and Parties

13 07 2010

Legless_copertina_1.jpg “Pleasure Paranoids and Parties” è il debutto dei Legless, giovane formazione bolognese dedita ad un punk rock fresco e veloce, molto aperto verso varie contaminazioni, dall’indie di stampo britannico al nuovo hardcore melodico made in Usa, senza rinunciare a qualche spruzzata di elettronica. Dieci pezzi suonati con perizia, senza virtuosismi, ma con grande attenzione ai dettagli e alla buona produzione. Leggi tutto »

«Andrea Gessa»

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True Blood

09 07 2010

true_blood_ver17lcb4.jpgIn un periodo in cui la presenza esasperante di vampiri bellissimi e che brillano al sole è costante sui nostri schermi, la saga di True Blood si pone come un piccolo capolavoro nel panorama fantastico di genere e, perché no, anche del trash. Nato inizialmente dalla penna di Charline Harris come The Southern Vampire Mysteries, la serie racconta le avventure della cameriera Sookie Stackhouse che, due anni dopo la grande rivelazione dell’esistenza dei vampiri, incontra finalmente il suo primo non-morto. Come mai proprio adesso? I giapponesi hanno inventato il sangue sintetico e i vampiri non hanno più bisogno di nutrirsi di sangue umano, perlomeno non di quello preso senza autorizzazione. L’ambientazione è quella di una cittadina, Bon Temps, nella Louisiana del nord, zona già teatro dei racconti di Anne Rice che, con il vampiro Lestat, ha creato quell’immaginario di vampiro moderno a cui le nuove generazioni di scrittori di genere devono praticamente tutto.
Non lasciatevi ingannare. Questi vampiri non luccicano al sole e non sono “vegetarianiâ€: bevono il sangue dei vampirofili che si prestano alla pratica e non hanno paura a far sesso con un umano col timore di spaccargli le ossa o coprirlo di lividi, anzi! Motivo fondamentale per evitare la visione a fasce d’età troppo basse, visto e considerato che il telefilm non risparmia alcuni particolari spesso anche abbastanza estremi. Leggi tutto »

«annaSanna»

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La sconfitta dell’Italia ai mondiali sudafricani? L’ennesima prova di un Paese vecchio e sfibrato

06 07 2010

lippi.jpgIl calcio potrà anche non piacere, ma quello che è accaduto alla nazionale italiana in Sud Africa è un fatto non solo sorprendente (almeno per quelli che non avrebbero mai immaginato una eliminazione così rapida e “brutaleâ€), ma anche istruttivo. Tante volte abbiamo letto, detto e ripetuto che il nostro è un Paese per vecchi. Un Paese dove certi vecchi (i vegliardi che detengono il potere con l’avidità di un Mr. Scroodge) fanno ripetutamente lo sgambetto a chi è più giovane, dove s’ipoteca il futuro delle nuove generazioni e dove, solo con l’ipocrisia delle parole, si continua a perorare la causa delle nuove generazioni. Leggi tutto »

«Giuseppe Pulina»

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Il significato del “libro”

01 07 2010

Qualche giorno fa ho letto una lettera, pubblicata da Repubblica, di una terremotata dell’Abruzzo, che chiedeva, al posto delle stoviglie e dello champagne posti a dotazione delle nuove abitazioni costruite a tempo di record dal governo, dei libri, possibilmente a formare delle piccole biblioteche per L’Aquila e i piccoli comuni limitroï¬ colpiti dal sisma. Mi sono interrogata sull’importanza che può rivestire un oggetto simile; ormai non è più come nel lontano passato, in cui i libri erano preziosi veicoli di conoscenza posseduti gelosamente da pochi. Questa minoranza ne comprese la forza e la capacita’ di cambiare il mondo. Nel tempo il libro è diventato oggetto d’uso comune, e, come ogni cosa abitudinaria, non ci si è più domandati sul suo scopo.
La principale peculiarità di esso è evidentemente la proprietà di trasferire la cultura, intesa nel senso più lato possibile, dunque ricoprendo tutti i campi, da quello scientiï¬co, che migliora la qualità della vita in termini “quantitativi” - perdonate l’ossimoro - a quello umanistico, più una cura per l’anima ma di straordinario impatto nella forma mentis dell’individuo, e, di conseguenza, nella rotta che la società via via segue. Leggi tutto »

«Linda Giresini»

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