25
04
2010
Il 1° maggio, chi sarà a Roma per il concertone della festa del lavoro avrà modo di vederli all’opera. Ma i Baustelle basterebbe ascoltarli, senza immaginarsi chissà quali sortilegi scenografici. È la raccomandazione che sentiamo di fare, pensando a quanti ascolteranno il loro nuovo disco, “I mistici dell’Occidenteâ€, titolo che, come ha dichiarato Francesco Bianconi, sembrerebbe più appropriato ad un lavoro di Battiato. È invece un titolo azzeccatissimo per quello che si può definire come il capolavoro dei Baustelle, band raffinata, mai (sino ad ora almeno) ripetitiva, intelligentemente ironica e decisamente piacevole. Ispirato al titolo di un’antologia sui mistici occidentali curata da Elemire Zolla, il quarto disco dei Baustelle va contro le tendenze metastatiche del pop made in Italy, dove, per essere veramente alternativi, basterebbe essere un po’ più colti e meno vuoti della desolante media di solisti e band da televoto che affollano le classifiche dei dischi più venduti. Leggi tutto »
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Categorie : Recensioni
22
04
2010
Ho 25 anni e vorrei spiegare io a Susanna Tamaro come sono cambiate le cose in questi quarant’anni.
Di una cosa giusta parla nel suo articolo, dell’importanza delle antenate, che nel mio caso sono anche le femministe. Vengo da una famiglia totalmente disinteressata politicamente, da genitori costantemente al lavoro e non particolarmente benestanti. Immagino quindi che dovrei far parte di quella, a quanto pare foltissima, schiera di giovani aspiranti veline nutrite a silicone e televisione che sarà il futuro del nostro paese. Invece parlo tre lingue, ho girato mezzo mondo, ho lavorato con soddisfazione per anni e a breve prenderò una laurea.
Godo particolarmente quindi nel dover deludere la Tamaro e tutte quelle che come lei sono, loro sì, preda dei modelli proposti dalle televisioni e delle numerose scempiaggini che queste diffondono: è tipico di chi guarda senza partecipare delle cose fraintenderle. Non mi stupisco quindi di questo agghiacciante ritratto del femminismo che è stato dipinto come di un gruppo di esaltate dedite unicamente a liberarsi sessualmente e praticare aborti.
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Categorie : Temporeale
19
04
2010
Cayetano Brulè è il giovane protagonista di una storia in cui amore, politica e poesia si intrecciano indissolubilmente esprimendosi in una veloce ruota di emozioni.
Assunto come detective dal vecchio premio Nobel Pablo Neruda, egli accetta l’incarico per necessità e per sfida; attraverso i suoi occhi il lettore vive l’atmosfera coinvolgente di Città del Messico, respira la Cuba di Fidel Castro e assiste con trasporto alle vicende politiche di un Cile prossimo al colpo di stato del generale Pinochet del 1973.
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Categorie : Recensioni
09
04
2010
Bernardo è un ragazzino di dodici anni che vive in un paesino toscano, è figlio del podestà del paese ed è, naturalmente, un giovane balilla. In effetti è un ragazzino fragile che ha difficoltà respiratorie, quindi è ben lontano dall’ideale di uomo forte e robusto del fascismo. La vicenda si svolge dopo l’8 settembre del 1943, dopo che gli alleati sono sbarcati in Sicilia e procedono verso nord: quando, insomma, sembra chiaro che il fascismo è in piena crisi, anche se non lo si ammette chiaramente. Bernardo trova vicino al podere del padre un paracadutista nero che è rimasto incastrato in un albero, lo libera e lo fa suo prigioniero, con lo scopo di consegnarlo a suo padre, dopo che gli sarà guarita la gamba, per riscattare anni di sconfitte ed essere, finalmente, un eroe: «Sei mio prigioniero!» ripetei e gli intimai di alzare le mani. Lo fece senza convinzione, ma più che da me l´uomo sembrava impaurito dal rumore della jeep che si avvicinava dal limite del bosco.
Anch´io ne abbi paura, inspiegabilmente. Mi sarebbe bastato attendere le camicie nere tenendolo sotto tiro per divenire un eroe, il figlio del podestà che da solo aveva catturato un militare americano. O forse mi avrebbero scostato malamente da parte dandomi del ragazzino e si sarebbero presi tutto il merito. Leggi tutto »
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Categorie : Recensioni