27
02
2010

Cala il buio sulle strade.
Si oscurano le ultime case,
invase da quel freddo
che d’un tratto le pervade.
È la quiete a dominare,
ma sopra un suono malato.
Celato pare all’apparenza
e all’udito non traspare.
È un rumore silenzioso,
prende corpo nel tormento.
Lento trascorre il tempo,
non c’è pace nel riposo.
D’angoscia s’impregna
questo suolo indifferente,
nell’opprimente borgo
che all’oblio si consegna.
Si risveglian dal torpore
afflizioni e infausti intenti,
confidenti delle tenebre,
scaturiscon dall’orrore.
Compare sola nella volta,
una nube in lontananza.
Avanza d’essa l’ombra
ed ogni cosa vien accolta.
Incerto appare il domani,
mentre ogni speranza
importanza va perdendo,
smarrita in echi lontani.
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Categorie : Mezze Penne
25
02
2010
I Kernel, band nostrana di casa tra Lucca e Milano, propongono quel vecchio thrash senza fronzoli che fa sempre il suo bell’effetto. Il combo non cela venature hardcore vecchio stampo. Il loro lavoro trasuda grinta da tutti i pori. Ottima prova della voce, ruvida e graffiante, ma non per questo sgradevole. Parte strumentale potente e precisa, con sonorità ‘80. “Servant of God” si apre con Child, veloce e massiccia, dalle sfumature metalcore. “Falsi liberi” è il primo dei due brani in italiano. Qui è già chiaro che la loro forza sta nel coniugare violenza e melodia.
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Categorie : Recensioni
21
02
2010
È stata un’edizione a dir poco pirandelliana del Festival, questa appena conclusa. Due ripescati a contendersi il podio e un boom di ascolti paradossale, se consideriamo la povertà dell’offerta musicale, il basso livello di spettacolo offerto e la conduzione un po’ patetica della Clerici. Un’edizione tuttavia che la dice lunga sulla nostra società , in cui il televoto ha da tempo eliminato la “Qualità ” come prerogativa per vincere un concorso a favore di altri criteri, tipici dei rotocalchi gossippari e per teenager.
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Categorie : Soundcheck
18
02
2010
Se Sanremo è Sanremo anche le banane son le banane, ma i cachi soffrono di crisi d’identità . Un modo come un altro per citare Pirandello nell’accezione del così è se vi pare, alla quale aggiungerei un però … .
La seconda serata del festival, seppur iniziata con il botto per la presenza del corpo di ballo dl Moulin Rouge di Parigi, sembra non volere smentire le tristi aspettative già tracciate dalla serata d’apertura. Un festival all’insegna della lentezza, della noia e della sofferenza all’ascolto.
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Categorie : Soundcheck
17
02
2010
C’è un rapporto inversamente proporzionale tra le ragioni che possono giustificare la visione del Festival di Sanremo e le tante brutte cose di cui la kermesse ligure è capace. Le ragioni per sciropparsi la Clerici e Cassano per ore davanti alla tv sono davvero poche; quelle per cui dovremmo invece fracassare la televisione, fosse pure una di quelle con l’alta definizione che ci sono costate l’intero stipendio, sono tantissime. Nelle righe che seguono proveremo allora a definire i possibili identikit di alcune tipologie di italiani che, malgrado la bassa qualità del festival, continuano a guardarlo imperterriti, un po’ come si fa con il panettone di Natale che mandi giù, a fine abbuffata, anche se hai sempre odiato canditi e uva passa. Chissà , si mangia il panettone e si guarda Sanremo forse per stare in famiglia. Se così fosse, questa sarebbe già una buona ragione. Forse l’unica.
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Categorie : Soundcheck
17
02
2010
Anche quest’anno arriva, puntuale come il canone, il carrozzone di Sanremo.
Le aspettative, almeno le mie, con la scelta della Clerici, e leggendo l’agghiacciante lista dei concorrenti in gara, erano piuttosto rasoterra. Dopo essermi sorbito tutta la diretta TV posso dire di essere stato pure ottimista.
La conduzione della Clerici è stata soporifera, banale, scontata.
E pensare che si era partiti bene, con la presenza a sorpresa di Bonolis e Laurenti, in un simbolico passaggio di consegne, tanto che speravo in un clamoroso colpo di scena. Ma i venti minuti più belli di tutta la serata finiscono subito, quando la Clerici arriva sul palco in ascensore.
Si capisce da subito che le manca il carisma necessario per tenere in piedi da sola una baracca che manca dell’elemento principale: la musica.
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Categorie : Soundcheck
16
02
2010
È un Peter Gabriel forse in vena di bilanci artistici ed esistenziali quello che con “Scratch My Back†si riconsegna ai suoi fans. È il Gabriel che ti aspetti solo in parte, dal quale mai ti saresti atteso un album di cover, una compilation di musiche e parole di altri. Ma anche questa volta Peter Gabriel sorprende tutti. Almeno in parte.
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Categorie : Recensioni
12
02
2010
Giorgio Maggiore è un compositore milanese dedito a un ambient prog molto denso e morbido. Il suo ultimo lavoro “Radioanima” ne racconta la maturità artistica, accostando le atmosfere più ariose a riff del vecchio rock americano d’avanguardia. In tutto il disco si sente l’influenza del Julian Cope più rilassato e dei primi Litfiba. Radioanima è un disco d’atmosfera che scorre omogeneo e che offre all’ascoltatore arrangiamemti di pregevole fattura, dolci fraseggi di piano e melodie ispirate. Unica pecca è la voce, da curare ulteriormente.Radioanima non è, e non vuole essere, un lavoro per tutti i palati, a causa della voluta lentezza degli sviluppi e la mancanza di veri e propri sfoghi. Ma sono sicuro che gli ascoltatori più meditativi possano godere appieno delle qualità di questo lavoro.
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Categorie : Recensioni
09
02
2010
- Ho finalmente deciso di prendere il toro per le corna. –
Un toro non da poco si potrebbe aggiungere. Con queste parole Cristiano De Andrè apre il
concerto di ieri sera al Pala Olimpico (ex Isozaki) di Torino di fronte ad un tutto esaurito.
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Categorie : Live Report
03
02
2010
Illegittimamente impediti. Mentre alla Camera veniva votato il “legittimo impedimento†che blocca tutte le pendenze giudiziarie a carico di Silvio Berlusconi e dei suoi ministri, garantendo loro un’immunità che durerà sin quasi alla fine della legislatura, l’Italia conta il numero crescente dei suoi disoccupati, fa i conti con i contratti di lavoro che non si rinnovano, con i giovani laureati che cercano un impiego-ripiego all’estero, con le rivelazioni sconvolgenti di Massimo Ciancimino, con la crisi sempre più nera del comparto industriale, con la scuola che dal prossimo settembre manderà a casa nuove migliaia di insegnanti e con la pressione fiscale che, malgrado le tante promesse, non diminuisce.
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Categorie : Temporeale