Devastator

26 07 2009

Copertina.jpgDivertenti e potenti, l’ex quartetto di Lucca (il cantante ha lasciato la band subito dopo le registrazioni) propone un rock’n'roll estremamente incattivito. La formazione, nata come combo thrash metal, si è poi evoluta verso un ibrido abbastanza omogeneo ed interessante. L’etichetta thrash ‘n’ roll non rende giustizia alle atmosfere stoner, (post) hardcore, metalcore e perfino psychobilly che il disco propone.

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«Andrea Gessa»

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La

23 07 2009

spreco_denaro.jpgLa natura unisce qualche volta alle nostre azioni effetti e spettacoli con una specie di prefazione cupa e intelligente, come se volesse farci riflettere.
Victor Hugo

Hugo ci aveva visto chiaro. La tendenza attuale, ormai contrastata solo da un ristretto numero di antiallarmisti, di porre l’uomo al servizio dell’economia, quando dovrebbe essere il contrario, è un processo tanto irreversibile quanto pericoloso. La scia della consapevolezza, partita dagli ecologisti di tutto il mondo e ormai ampiamente condivisa, propone di sfruttare meglio le risorse, ossia rilanciare una economia locale, evitando assurdità quali l’esportazione di prodotti unicamente per la lavorazione, magari dalla’ltra parte del mondo, e poi l’importazione ai fini del consumo. La preoccupante realtà ecologica a scala planetaria intima a noi, protagonisti della globalizzazione, che non si può più fare finta di nulla. La lotta allo spreco deve essere vista come una priorità, non come un richiamo ancora lontano che non avrà in ogni caso effetti sulle nostre generazioni. Come dice un vecchio proverbio indiano, infatti, “abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figliâ€.

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«Linda Giresini»

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22 07 2009

E un altro contro-manovale ha raggiunto con successo il traguardo della laurea!
Tanti auguri Andrea!!

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«Redazione»

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Uomini

20 07 2009

uomini_che_odiano_le_donne.jpgA volte i casi anche tragici della vita creano casi letterari e si grida al capolavoro perché l’autore non è più tra noi: questo forse è anche il caso di Stieg Larsson, autore della trilogia Millenium, destinata a diventare una serie di dieci libri, se il suo creatore non fosse morto prematuramente d’infarto a cinquant’anni (come un personaggio secondario della saga…) mentre era al lavoro, nella redazione dove lavorava come giornalista. Il caso letterario di questi tre libri, che rimarranno tali (l’autore aveva iniziato il quarto e quinto volume, ma pare che la famiglia non voglia farli completare, anche comprensibilmente), thriller di ambientazione nordica, si è nutrito anche molto della fine prematura dell’autore.

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«Elena Romanello»

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Virginie

15 07 2009

coraggiofarfalla.jpgDicembre 1918: Claire è una novizia diciottenne che lavora come infermiera ad Annecy, insieme al dottor Tournier, in un manicomio e in un ospedale che accoglie i reduci della Grande Guerra. Fra questi, un giovane uomo in stato catatonico, rigido e contratto, estraneo al mondo. Claire e i suoi colleghi si prodigheranno con medicine, bagni, massaggi, ipnosi e dialoghi per farlo tornare alla realtà, in quanto è come se in lui si fosse staccato il filo che collega la coscienza al corpo.

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«Carmela Canzonieri»

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Agli

08 07 2009

Potenti della Terra,

ci rivolgiamo a voi, sapendo bene che queste nostre parole non vi arriveranno. Siamo però dei sognatori, e, anche in questa circostanza, amiamo sognare e sperare che una eco di queste nostre parole possa giungervi.
Abbiamo poco da chiedervi, ma molto da ricordarvi.
Vorremmo ricordarvi che avete promesso di azzerare i debiti dei Paesi più poveri e che le vostre belle parole pronunciate in tante occasioni e con grande sfarzo scenico sono ancora oggi lettera morta.
Vorremmo un mondo senza conflitti, senza testate nucleari sparse nei quattro angoli del pianeta. Anche questo in più di un’occasione ci avete promesso. Uomini dalla memoria corta, avete sinora detto più cose di quante siate riusciti a farne.
Vorremmo anche un mondo in cui siano fortemente difesi i diritti fondamentali di tutti i popoli, non solo di quelli che abitano in territori ricchi di petrolio. Sarebbe bello che a pagare non fossero solo i ceti bassi, ma che le responsabilità di questo periodo tanto nero siano attribuite e pagate dai veri colpevoli.
E così anche per le grandi questioni ambientali, per la difesa dell’ecosistema. Avete firmato protocolli, avete raggiunto intese e siglato patti, ma la Terra continua a morire e gli oceani spazzatura celano chissà quali lordure. Avete spesso trasgredito e violato quanto avete firmato.
Sembravate così potenti che in voi abbiamo riposto tutte le nostre speranze di cambiamento. Se cambiamento non c’è stato, se le cose ancora non vanno, sarà perché voi, signori della Terra, non siete forse potenti come vorreste essere. Alla vostra ragione e al vostro cuore, dunque, più che alla vostra potenza, rivolgiamo ancora i nostri appelli inascoltati.

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«Redazione»

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Emile

07 07 2009

Cioran.JPG“Sogno una lingua le cui parole, come pugni, fracasserebbero le mascelle” (Emile Cioran, Il funesto demiurgo, Milano, Adelphi, 2002, p. 120)

Quante volte abbiamo desiderato una lingua fatta di parole capaci di tagliare e attraversare la realtà, parole da usare come gli strumenti di un bravo incisore, parole capaci di rimanere scolpite nella realtà e di essere più veraci della stessa realtà? Queste parole, se solo esistessero, una volta pronunciate, si abbatterebbero come una cascata di pugni sul nostro fragile mento. Ecco perché delle parole continuiamo a fare l’uso che siamo soliti farne da sempre.

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«Giuseppe Pulina»

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Jethro

03 07 2009

Jethro Tull - Live

L’estate sarda dei concerti è iniziata col botto. La storia del rock ha fatto ritorno nell’isola e per l’apertura della settima edizione del Summer Grooves di Sarroch (Ca), dove già in passato si sono esibiti gruppi del calibro dei Deep Purple e dei Motörhead, ci hanno pensato i Jethro Tull a entusiasmare i tanti appassionati accorsi per assistere al loro spettacolo. Il prato dello stadio comunale di Sarroch è gremito di gente di tutte le età. Ci sono giovani, ma anche nostalgici di melodie che riportano indietro negli anni e persino famiglie con bambini. D’altra parte è giusto che i più piccoli siano già avviati sulla buona strada. Insomma, questo clima disteso è l’ideale per accogliere lo storico gruppo capitanato dal flautista e cantante Ian Anderson.
Ore 21:30. Le luci si abbassano e sul palco si intravedono le sagome dei cinque rockers.

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«Anthony Masserey»

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Le

03 07 2009

Luci_della_Centrale_Elettrica_a_Sassari__foto_di_Michele_Careddu_.jpgArriva in fondo alla via, a piedi, zaino in spalla, sale sul palco, attacca il jack con lo scotch alla chitarra e inizia a graffiare accordi violenti e inveire contro il mesto cielo sassarese.
Vasco Brondi non è il nuovo Rino Gaetano, perché il primo funzionava e oggi mostrarsi giovani e irriverenti ha un suo fascino, non è i CCCP e non è l’artista maledetto e indipendente della musica underground italiana.
Vasco Brondi è una “chitarra abbastanza scordata, pensieri e frasi troppo lungheâ€.
È un’insaputa targa Tenco 2008 come miglior opera prima.

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«Martina Cocco»

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Intervista

02 07 2009

boxe0004.JPGVentotto anni fa, in un difficile quartiere della Porto Torres degli anni ottanta, nasceva un campione. Oggi tutta l’Italia ne è testimone.
È lui: “il gigante dal cuore d’oroâ€, “l’uomo della notteâ€, in qualunque modo si voglia definirlo. Salvatore Erittu rimane il primo pugile sardo nella storia della boxe ad essersi guadagnato, il 22 maggio di quest’anno a Rezzato, il titolo di campione nazionale di massimi-leggeri.
La sua storia è fatta di due diverse strade che si incrociano, e poi si separano definitivamente, e lo vedono protagonista in due mondi totalmente opposti: Salvatore conosce nei suoi primi anni di vita la realtà della povertà, la precarietà del vivere quotidiano, la paura che un domani non possa concretizzarsi o che, ancor peggio, possa rimanere similare al presente. Vive perciò una vita di sacrifici, comincia a lavorare all’età di soli tredici anni, lasciando da parte lo studio ed assuefacendosi ad una realtà che non è alle sue dimensioni.
Ma la forza di volontà, la voglia di non arrendersi, la saggezza di “potercela fareâ€, l’amore per la vita,  la sicurezza di avere attorno a sé l’affetto della famiglia e degli amici, vedono quello stesso ragazzo “scapestrato†diventare un uomo, un padre, un’atleta, un sognatore.
Oggi Salvatore vive la vita creando la sua realtà gradino dopo gradino, modellandola con le sue forze, lasciando poco spazio al destino e molto di più alla volontà, senza mai dimenticare però che le radici sono sempre il punto di partenza.
Ecco come l’uomo dei due mondi si racconta per noi, rispondendo alle nostre domande:

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«Artemide»

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