04
11
2008
Sopire lo spirito critico nelle persone significa atrofizzarne il muscolo cerebrale, significa privarlo della sua linfa vitale distruggendo l’istruzione pubblica e significa plasmare l’intelligenza secondo parametri prestabiliti.
Con l’istituzione di un sistema di istruzione privato, potremmo permetterci di avere solamente una conoscenza limitata, assimileremo come veritĂ tutto ciò che ci viene detto perchĂ© non avremo gli strumenti per analizzare la legittimitĂ dei provvedimenti che ci riguardano, ma soprattutto non faremo piĂą libera ricerca, il nostro livello culturale sarĂ bassissimo e ci ritroveremo a vivere in un’ Italia che non produce piĂą sapere.
Il nostro sarĂ un paese molto simile agli Stati Uniti o all’Inghilterra in cui la ricerca viene fatta da menti straniere (provenienti da scuole pubbliche estere), perchĂ© il loro sistema, non prevede il diritto pubblico allo studio e chi può permetterselo finanziariamente ma non intellettualmente, la cultura non è in grado di produrla.
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Categorie : Temporeale
24
10
2008
“Continua a cantare! Tra il pianto umano della musica e il significato della tua canzone si interpone una terza realtĂ , che racchiude meno la vita, una tenerezza meno sottile di quella che infonde la musica o cantano le parole..”
Con queste parole, Fernando Pessoa descrisse, nella poesia Per una canzone, la musica. Pessoa non parlò di musica intendendola nel senso generale del termine, ma la intese come tessuto connettivo tra il mondo umano e una terza realtĂ . Forse la realtĂ piĂą profonda dell’essere: il sentimento umano che si concretizza in suoni. Quale musica se non il Fado portoghese avrebbe potuto esternare al meglio quello stato dell’uomo quando sogna, musica che diventa omeomeria, che trasforma e diventa migliaia di cose e di stati, e che nel caso del Fado esprime al meglio il lato sensibile e malinconico dell’essere umano.
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Categorie : Soundcheck
25
02
2007
Nel 1948, a pochi anni di distanza dalla seconda guerra mondiale, la Cecoslovacchia fu travolta dal colpo di stato comunista. Il regime totalitario dominò incontrastato per quarant’anni cancellando libertĂ e democrazia dal paese.
Furono anni duri per i cecoslovacchi, sopraffatti dalla paura e dalla diffidenza.
Il regime controllava tutto e tutti e persino gli stessi cechi si sorvegliavano a vicenda, perché essere denunciati per un pensiero di troppo significava morire. Tutti tacevano, persino a casa tra fratelli difficilmente si parlava male dello stato.
Questa situazione, caratteristica di tutti i totalitarismi, continuò sino al 1989, quando contemporaneamente alla caduta del muro di Berlino, la Cecoslovacchia si ribellò con la cosiddetta “Rivoluzione di velluto” che segnò la fine del regime comunista.
A diciotto anni di distanza dalla fine del regime le due repubbliche, Ceca e Slovacca, nate dalla scissione pacifica della Cecoslovacchia, incominciano finalmente a riassaporare la libertĂ .
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Categorie : Temporeale
27
10
2006
INTRODUZIONE
Il bene e il male, l’uomo e la natura, l’uomo e Dio sono problematiche che il genere umano affronta da millenni. Per quel principio contraddittorio insito nell’uomo, per il quale distruggiamo per poi ricreare o creiamo per poi distruggere, siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni, specialmente in un’era in cui lo sfruttamento della natura, le guerre, le economie capitalistiche e il deterioramento culturale dell’occidente, regnano sovrani.
I cittadini di un mondo così assurdo non possono far altro che porsi delle domande e cercare la risposta in un nuovo dio oppure partecipare attivamente e non solo intellettualmente a un programma di risanamento mondiale della natura e delle coscienze.
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Categorie : Temporeale
14
06
2006
Se una mattina aprendo un giornale doveste leggere “genocidio in Canada” rimarreste esterrefatti, convinti di non aver dimenticato nessun massacro, pensando che i giorni della memoria fossero terminati. Invece no, ora non va solamente ricordato un massacro, ma va informato il mondo e va fatta giustizia per uno sterminio che ha visto la morte di 50.000 bambini nativi americani.
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Categorie : Ten Years Ago