Inauguriamo da oggi un nuovo tipo di recensione “cinematografica”, giĂ presente in altri blog, ovvero una rubrica dedicata alle serie televisive. Partiamo da una in particolare, che da tre anni a questa parte sta facendo ridere il mondo e (grazie a SKY) anche l’Italia: The Big Bang Theory.
Si potrebbe pensare che, essendo una sitcom, sia rivolta un po’ a tutti; in realtĂ dal target ideale andrebbero esclusi non solo i bambini, ma anche una buona fetta di adulti. Nel secondo caso il motivo è semplice: l’aspetto nerd/geek dei personaggi, delle ambientazioni, ma, soprattutto, delle citazioni, rendono lo show incomprensibile a buona parte del grande pubblico, tanto che la sua messa in onda potrebbe essere considerata un azzardo. Invece, a dispetto di queste premesse, TBBT ha riscosso un grandissimo successo in tutto il mondo, grazie proprio al suo essere sopra le righe, tanto che, in alcuni momenti, anche la sottoscritta potrebbe definirlo piĂą un documentario che un prodotto d’intrattenimento, soprattutto se fra le proprie conoscenze si annoverano ingegneri, fisici e scienziati in generale. Leggi tutto »
Che ormai il rispetto, in politica, fosse morto e sepolto insieme alla defunta Democrazia Cristiana era cosa nota giĂ da tempo. Ascoltare un telegiornale significa sentire una continua sequela di voci che s’insultano fra loro, con un linguaggio e una parlantina da scuola elementare. Il fatto che la televisione italiana stia diventando un enorme cassonetto, che trasmette rifiuti a tutte le ore, non dovrebbe consentire che l’esser cafoni abbia il sopravvento sull’educazione.
La decisione del presidente del consiglio e di Guido Bertolaso, di spostare il G8 da La Maddalena a L’Aquila, per alcuni è arrivata in maniera del tutto inaspettata; per altri, invece, è solo la conclusione di un lungo tira e molla che vedeva Berlusconi nell’incertezza di realizzare il G8 nell’isola maddalenina. Prima il tentativo di spostarlo a Pratica Di Mare, poi a Napoli. Ora la definitiva decisione di scegliere L’Aquila, una cittĂ appena distrutta da un terremoto, allagata dalle continue piogge e violentata dai giornalisti.
In pochi, prima delle scorse elezioni di aprile, avevano sentito parlare di Renato Brunetta. Per fortuna, oserebbe dire qualcuno. Dal momento in cui è diventato ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione, Brunetta ha dichiarato guerra ai fannulloni e agli sprechi, indossando la veste di giustiziere mascherato. E’ riuscito a far credere agli italiani che con il suo operato avrebbe licenziato gl’impiegati assenteisti e dato un premio a quelli piu’ meritevoli.
Che dire, le barzellette almeno le sa raccontare bene, visto che qualche mese fa, dai sondaggi, risulta il ministro piu’ amato!
Tratto dall’omonimo romanzo di Stephenie Meyer, Twilight è la prima di quattro trasposizioni cinematografiche che narra l’amore di un vampiro centenario, Edward, nei panni di un aitante diciassettenne, verso una sua compagna di scuola, Bella, tra turbamenti adolescenziali e vampiri cattivi. Per attirare un pubblico femminile c’è tutto, anche il protagonista bello e tenebroso interpretato da Robert Pattison, ma la credibilitĂ del film è lontana anni luce da quello che ci si potrebbe inzialmente aspettare. Il fenomeno Twilight è stato ampiamente sottovalutato, in particolare in termini di budget utilizzato per la realizzazione del film. In seguito all’improvviso spostamento di Harry Potter e il principe mezzosangue al 2009, Twilight si è trovato nell’inaspettata posizione di dover accontentare il vasto pubblico, soprattutto femminile, deluso dallo slittamento del sesto film potteriano.Â
Quante volte abbiamo assistito alla trasposizione di un libro in pellicola? Spessissimo! E quanti film si rifanno ad eventi storici, riadattando alcune situazioni, senza nessuna pretesa di raccontare la veritĂ ? Tantissimi! La maggior parte delle volte basta inserire, all’inizio del film, una scritta con qualcosa tipo “i fatti raccontati in questa pellicola sono liberamente ispirati a %&$£”. Non è questo il caso di Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee. Sia nei quotidiani, che nelle riviste specializzate, che nei blog/riviste online, troverete pochissime recensioni del film che lo descrivono per quello che è: un film tratto da un libro il cui autore si è, a sua volta, ispirato ad un evento realmente accaduto in Italia durante la seconda guerra modiale. Sembra quasi di sentire da lontano la voce ormai roca di Spike Lee che urla all’Italia “Non ho pretese storiche, mi sono solo ispirato ad un libro, perchè continuate a dire che altero la veritĂ ?” Della vicenda del massacro di Sant’Anna di Stazzema nessuno ne ha parlato per anni.
Ultimamente non possiamo stare tranquilli. Ascoltare i telegiornali, leggere i quotidiani o sentire la radio può creare crisi di panico tali da impedirci anche di mettere un solo piedi fuori di casa. Come fa una mamma a mandare il figlio a scuola con questa “emergenza bullismo”? I poveri scolari non possono fare un passo senza essere assaliti da un’orda di adolescenti idrofobi assetati di sangue. Vogliamo parlare degli immigrati? L’emergenza è tale che stanno per diventare piĂą numerosi degli italiani stessi! Che i giornalisti usino alcune parole a sproposito è cosa nota, il fatto che poi se le copino tra loro sbagliando è consuetudine che sta prendendo piede da qualche anno a questa parte. Bisogna anche dire che tendono a ripetere le parole usate dalla nostra classe politica, spesso incapace di usare un vocabolario superiore alle 500 parole.
Nessuno lo afferma esplicitamente, ma è quello che traspare dalle parole di un rappresentante del governo, presidente della camera per essere precisi, che non solo non si scusa per la gaffe, ma cerca di sistemare la questione alla bell’e meglio per tentare di salvare il salvabile. Un ragazzo è morto a Verona, pestato da un gruppo di giovani di estrema destra, per aver negato una sigaretta. A Torino si bruciano bandiere in piazza per contestare uno stato presente come ospite alla fiera del libro, non come rappresentate della propria cultura, ma in qualitĂ di “nazione”.
La poca e sommaria informazione dei nostri telegiornali ha reso il cervello di molti suoi spettatori un terreno arido e spoglio, dove le notizie date dal giornalista di turno non vengono vagliate e considerate secondo quanto le proprie conoscenze permettono, ma vengono acquisite come oro colato, unico mezzo con cui l’italiano medio riesce ad informarsi su quello che lo circonda.
Trionfatore agli oscar 2008, osannato ovunque dalla critica, Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen ha lasciato con l’amaro in bocca chi è andato al cinema convinto di vedere “un film alla Coen”. E’ dunque doveroso avvertire l’ignaro spettatore, che si accinge a vedere il film sperando in un nuovo Grande Lebowsky o in un novello Fargo, di svuotare la mente da ogni aspettativa.
Tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, la pellicola è sostanzialmente fedele all’originale, riproducendo in immagini visive tutta la frustrante attesa che il lettore prova leggendo il testo originario. La fuga di Llewlynn Moss dopo il ritrovamento di un’ingente somma di denaro durante una sparatoria finita male tra trafficanti di droga, e il conseguente inseguimento del killer Chigurh, intenzionato ad uccidere Moss ad ogni costo, crea una sequenza di attesa, di aspettativa e di immedesimazione dello spettatore nel fuggiasco braccato.
Visto il gran numero di lettori di Contro-mano appassionati delle saghe fantasy di Licia Troisi, abbiamo deciso di chiederle un piccola intervista che è stata molto gentile da accordarci.
Una seconda edizione in arrivo e una terza in preparazione. Non poteva andare meglio il ritorno dell’inquisitore Nicolas Eymerich, lontano dalle librerie da ben cinque anni, personaggio storico reso famoso dalla penna, o meglio, dalla tastiera di Valerio Evangelisti. SarĂ lo stile sempre impeccabile dell’autore, sarĂ che si sentiva la nostalgia dell’arcigno inquisitore, il romanzo si divora in un attimo, lasciando il lettore appagato dalla lettura, ma con l’amaro in bocca per aver concluso la storia così in fretta. Ma se pensate che Eymerich significhi “solo” Medioevo, eretici e roghi, dovrete ampliare le vostre vedute. I capitoli dedicati al futuro non hanno niente da invidiare a quelli dell’inquisitore, suddivisi in due diversi momenti temporali.
E’ l’iniziativa intrapresa da un parroco di Forlì. Il vademecum per i genitori è stato stampato al computer e consegnato agli studenti del liceo scientifico della cittĂ stessa, con tutte le indicazioni per aiutare i genitori e i ragazzi a capire se il proprio figlio o il compagno di classe è dedito a Satana. In fondo all’articolo potete leggere i 36 punti che vi aiuteranno nella vostra ricerca.
Ah, dimenticavo di avvertirvi di una cosa fondamentale: bastano cinque punti per essere considerati satanisti, in quel caso ricorrete ad un parroco o ad un medico.
Il mondo dell’editoria libraria è caratterizzato da forte concorrenza e scarse possibilità , per un giovane autore, di mettersi in evidenza. Forse, però, non tutti sanno che esiste un altro settore dell’editoria, quello dei giochi di ruolo, troppo spesso additati come “giochi per bambini”. Abbiamo deciso di intervistare Luca Volpino, fondatore della Wild Boar Edizioni, piccola casa editrice di Chiavari, così da capire un po’ meglio in che situazione si trova chi lavora in questo settore e qual’è il mercato dei giochi di ruolo in Italia.
Non il solito articolo sui giovani. Non le solite tirate che qualcuno legge, ma che dimentica subito dopo. Oggi vi postiamo un video che mette ben in evidenza la situazione dei giovani di oggi e di come sono costretti a vivere.
Prima di tutto un paio di note sugli autori:
Virginia Capoluongo. Nata in un tempo incredibilmente vicino di un anno incredibilmente prossimo (la fine degli anni settanta, comunque) soffre sin dalla prima infanzia, di Creatività Randomica. Ne approfitta per fingersi grafica pubblicitaria. Ci hanno creduto tutti. Per sbaglio, insegna tecniche digitali all’accademia di belle arti dell’Aquila. Ama raccontare aneddoti sulla soda caustica. www.questononeunsito.it , www.mimai.it
Francesco M. De Collibus. Classe 1979, laureato in filosofia ed informatica, è stato per un periodo il fidanzato di Wynona Rider, ma lei non lo sapeva. Amicizie sbagliate e cattive compagnie lo hanno rovinato portandolo a fare il mestiere di consulente. Ha pubblicato “BiancoNeroGrigio – BNG “ (Bastogi Edizioni, 1999). Da quando cani e porci hanno un blog se ne è subito dotato anche lui: http://www.fdecollibus.it
Con tre mesi di anticipo rispetto all’uscita della versione italiana del settimo libro della saga di Harry Potter, che si intitolerĂ I Doni della Morte, in uscita il 5 gennaio 2008, vi anticipiamo la nostra recensione, senza svelare troppi particolari che possano rovinare la lettura. Prima di tutto pero’ ci si chiede il perche’ di questa data per la versione italiana, cosi’ in ritardo rispetto al resto del mondo e incomprensibile per molti aspetti.
Non sarebbe appropriato definire il romanzo di Fabio Ubezio come un semplice
mezzo per effetturare un viaggio nella Novara del 1997. Ubezio ci racconta,
uno per uno, la vita dei ventenni protagonisti mettendo in luce le loro
aspirazioni, i loro sogni, la loro rabbia.
In attesa dell’ultimo capitolo della saga in uscita nel Regno Unito il 21 luglio (in Italia ancora non si sa…), ecco l’antipasto servito con il film L’Ordine della Fenice, diretto stavolta dal britannico David Yates. L’atmosfera cambia decisamente, siamo molto lontani dall’ambiente fiabesco delle prime pellicole tutto appare molto dark e si respira aria di dittatura, dalla mega foto del ministro al ministero della magia, ai proclami di quest’ultimo ascoltati dal trio protagonista Harry, Ron ed Hermione in una radio d’epoca.
In ogni caso, appare subito curioso il fatto che dal libro piĂą lungo ne abbiano tratto il film piĂą corto. Scelte di produzione, senza dubbio, ma ci si chiede come mai. Venti minuti in piĂą, stavolta, non avrebbero fatto male, anzi! Considerati tutti gli avvenimenti presenti nella storia, i personaggi nuovi, le crisi adolescenziali e altro, si pensava ad una trasposizione piĂą lunga rispetto alle precedenti.
É un brutto periodo per l’Italia per quanto riguarda la violenza su minori. Da Rignano Flaminio a Brescia è un continuo susseguirsi di denunce su abusi sessuali su bambini. E’ proprio in mezzo a questa bufera che viene diffuso un documentario del 2006, sottotitolato in italiano, della BBC sui preti pedofili, “Sex Crimes and the Vatican”. Non solo non era mai apparso prima in Italia, ma è stato completamente ignorato dalla stampa e dagli altri mezzi di comunicazione italiani. Nel video della BBC si fa cenno a numerosi casi di pedofilia compiuti da preti su bambini delle loro comunitĂ , in particolare in Stati Uniti e Irlanda (ma anche Brasile), abusi mai denunciati dalla Chiesa.
Terzo capitolo per le avventure dell’uomo ragno, uscito nelle sale il primo maggio. Atteso con ansia dai fan del supereroe, pubblicizzato in tutto il mondo con una campagna pubblicitaria da far invidia a qualunque lungometraggio, Spiderman 3 non è all’altezza dei milioni di dollari spesi per realizzarlo. In particolare, sembra che questo film abbia come unico scopo la vendita del videogioco Sony Playstation relativo. Critica dura, ne convengo, ma non si può rimanere impassibili di fronte agli effetti speciali visivi realizzati per il film. O meglio, realizzati per il videogioco! Le azioni spettacolari che si vedono sono troppo veloci, troppo dinamiche, l’occhio non riesce a seguirle. I motivi sono due: far rimanere lo spettatore a bocca aperta; evitare che azioni troppo lente mettano in evidenza il fatto che quelle sequenze, graficamente, non hann niente a che vedere con un film, ma piuttosto con un videogame. Dobbiamo quindi pensare che le immagini siano state prese direttamente dal videogioco e usate nel film? La conferma arriva nei titoli di coda dove si legge che gli effetti speciali visivi sono stati eseguiti dalla Sony.
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